Semi di sesamo

Semi di sesamo
 

I semi di sesamo possono essere impiegati in cucina in molteplici varianti: tostati o essiccati, decorticati o interi. Contraddistinti da una notevole croccantezza, vantano una grande importanza sul piano nutrizionale, e vengono usati per:

  • prodotti da forno come cracker e pane
  • muesli
  • barrette dietetiche
  • dolci

Il sesamo è una pianta erbacea originaria del continente africano e del territorio indiano. I semi possono essere bianchi o neri, ma questi ultimi sono più rari e, di conseguenza, più difficili da trovare. Non vi sono differenze significative, tuttavia, dal punto di vista delle proprietà nutritive.

Le proprietà dei semi di sesamo

Il sesamo è una preziosa fonte vegetale di calcio: se ne trovano fino a 1000 milligrammi in 100 grammi di prodotto. Tenendo sempre come riferimento 100 grammi di semi, si ha anche un contenuto di 815 milligrammi di magnesio, circa 20 milligrammi di ferro e 470 milligrammi di fosforo. Il selenio, lo zinco e il manganese sono altri sali minerali presenti, mentre merita di essere messa in evidenza l’abbondanza di acidi oleici, grazie a cui si possono abbassare i livelli di colesterolo cattivo nel sangue, mentre si alzano quelli di colesterolo buono. La niacina è presente per oltre 4 milligrammi, pari al 28% del fabbisogno quotidiano.

I semi hanno caratteristiche antiossidanti e sono consigliati per la loro capacità di prevenire il tumore al colon, grazie alla presenza di acido fitico. Non solo: il contenuto di lignani consente di tenere monitorato il livello di pressione arteriosa e ciò si traduce in apprezzabili effetti antipertensivi.

Il consumo di questo prodotto è raccomandato anche per contrastare la comparsa di placche in corrispondenza delle pareti dei vasi sanguigni.

Gli effetti benefici

Ma non è tutto, perché i semi del sesamo sono anche in grado di:

  • agevolare la digestione
  • favorire la circolazione del sangue
  • migliorare le funzioni epatiche
  • contrastare i dolori alle articolazioni
  • alleviare i reumatismi
  • far scomparire i vermi intestinali

Dai semi si ricava un olio che può essere adoperato in ambito cosmetico, per esempio per l’esecuzione di massaggi rinvigorenti ma anche, più in generale, per la cura della pelle.

L’olio, inoltre, è utile per combattere la congestione nasale e nella lotta alla forfora. Questo prodotto può anche essere usato in cucina, per numerose preparazioni: ecco perché lo si può trovare in commercio negli esercizi che propongono prodotti bio, oltre che in erboristeria.

L’olio di sesamo e i semi sono gli ingredienti più importanti della crema di sesamo: frullati insieme danno origine alla salsa tahin, un condimento che viene adoperato di frequente nel Medio Oriente e che serve, tra l’altro, come accompagnamento per i falafel. Nel caso in cui si sia interessati a realizzare questa ricetta ma non si riesca a trovare l’olio di sesamo, i semi possono essere frullati senza problemi con l’olio di girasole.

Come usare i semi in cucina

In virtù del loro sapore non troppo forte, i semi bianchi o neri di sesamo si prestano a un ampio spettro di applicazioni in cucina: nella tradizione orientale, per esempio, vi si ricorre per la zuppa di miso, ma anche per il sushi. Inoltre, negli ultimi tempi è giunta anche in Italia, proveniente dal Giappone, la consuetudine di preparare il gomasio, un eccellente e salutare condimento per le insalate e per molte altre pietanze che costituisce una speciale alternativa rispetto al classico sale da cucina.

I semi sono ideali anche per la preparazione di panature e, quindi, per le fritture; più in generale si sposano bene sia con i piatti di riso che con quelli di pasta, oltre che con le verdure gratinate, le minestre e le zuppe.

L’olio di semi

L’olio che si ottiene con i semi del sesamo è a tutti gli effetti un grasso da condimento; a differenza della maggior parte degli altri oli, tuttavia, non deve essere cotto, ma è adatto unicamente a un impiego a crudo. Nel momento in cui viene sottoposto ad alte temperature, infatti, questo prodotto vede compromessa la propria integrità lipidica; per di più, la sua capacità di conservazione risulta pregiudicata, con il risultato che l’olio finisce per diventare rancido nel giro di breve tempo a causa del processo di ossidazione che subisce.

Al di là della dimensione culinaria, l’olio di semi del sesamo trova impiego nel campo della farmacia, sia come lassativo – per quanto blando – che come veicolo di ormoni iniettabili, cioè medicamenti liposolubili.

Non mancano, in commercio, shampoo e saponi che contengono, nelle proprie formulazioni, una presenza più o meno consistente di questa particolare tipologia di olio.

Come vengono usati i semi per la farina

Con i semi si può ricavare perfino la farina di sesamo, che ha caratteristiche tali – sia dal punto di vista gustativo che dal punto di vista organolettico – da renderla consigliabile per la realizzazione di salse o nel campo della panificazione. Si tratta di un prodotto che è adatto ai celiaci dal momento che non contiene glutine.

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